Racconti comuni in ballate italiane, svedesi e britanniche: un confronto

 

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La Morte Occultata     Il ritorno del figlio avvelenato     Edward     Come un'antica saga vichinga

Sigismondo e Adelin     De Två Systrarna (Le Due Sorelle)     Esercizi Interattivi

 

3.   Edward

(Child 13)

Un’altra ballata che riproduce lo schema tipico del Testamento dell’avvelenato è Edward, di origine scandinava. La storia ci narra di una conversazione/confessione/testamento di un figlio con sua madre. Edward confessa, dopo aver tergiversato, di aver ucciso il fratello (o il padre nella versione britannica qui riprodotta). Lo aspetta la morte che avverrà, secondo l’usanza scandinava che si applicava agli omicidi, con l’abbandono del colpevole su una barca al largo, senza timone né remi. Prima però il colpevole fa testamento e manda l’immancabile maledizione finale che, in questo caso, è rivolta alla madre che lo ha consigliato di uccidere il fratello (o il padre).

Edward

 

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(Giordano Dall'Armellina, Silvia Bozzeda, Maurizio Dehò, Giampietro Marazza) 

 

Why does your sword so drip with blood, Edward, Edward?”

Why does your sword so deep with blood, and why so sad are ye, O?”

 

Oh I have killed my hawk so good, mother, mother.

Oh, I have killed my hawk so good, and I had no more but he, O.”

 

Your hawk’s blood was never so red, etc. my dear son, I’ll tell thee, O.”

Oh, I have killed my red - roan steed, etc. that was so fair and free, O.”

 

Your steed was old and your stables filled, now say what may it be, O.”

It was my father that I killed, alas, and woe is me, O.”

 

What penance will you do for that? My dear son now tell me, O.”

I’ll set my feet in yonder boat, and I’ll fare over the sea, O.”

 

What will you do with your towers and hall, that are so fair to see, O?”

I’ll let them stand till down they fall, for here nevermore may I be, O”

 

What will ye leave to your babes and your wife, when ye go over the sea, O?”

The world’s room; let them beg through life, for them nevermore will I see, O.”

 

And what will ye leave to your mother dear? My dear son now tell me, O.”

Oh the curse of hell from me shall ye bear, such counsel ye gave to me, O.”

 

Edoardo

 

Perché la tua spada gocciola sangue, Edoardo? E perché sei così triste?”

Oh, ho ucciso il mio buon falco, madre e avevo solo lui.”

 

Il sangue del tuo falco non è mai stato così rosso, caro figlio mio, ti dirò!”

Oh, ho ucciso il mio cavallo pezzato che era così bello e libero.”

 

Il tuo cavallo era vecchio e le tue stalle piene, ora dimmi cosa potrebbe essere.”

è mio padre che ho ucciso, ahimè, e maledetto me.”

 

Che penitenza farai per questo? Caro figlio mio, dimmelo ora.”

Metterò piede in quella barca laggiù e viaggerò per mare.”

 

Che farai con le tue torri e palazzi che sono così belli da vedere?”

Li lascerò in piedi fino a quando cadranno, perché io qui non ci sarò più.”

 

Cosa lascerai a tua moglie e ai tuoi figli quando andrai per mare?”

L’intero mondo, che facciano i mendicanti tutta la vita in quanto non li vedrò più.”

 

E cosa lascerai alla tua cara madre, figlio mio, orsù dimmi.”

Ti porterai con te la maledizione dell’inferno per avermi dato quel consiglio.”

 

Si possono ipotizzare due interpretazioni riguardo alla dipartita di Edoardo in barca. La prima ci suggerisce l'idea che Edoardo ha deciso di morire. La sua scelta di andare per mare potrebbe simbolicamente rappresentare il suo ultimo viaggio verso l'altro mondo. Era credenza comune, non solo in Europa, che l'anima dovesse attraversare un fiume o un mare per arrivare al mondo dei morti. Già gli Egizi, nel libro dei morti, rappresentavano l'ultimo viaggio su una grande nave. Ma prove di questa credenza sono evidenti nell'undicesimo capitolo dell'Odissea quando Ulisse arriva ai confini dell'oceano per entrare nell'Ade dove incontrerà sua madre e gli eroi deceduti nella guerra di Troia. Questo episodio darà ispirazione a Virgilio per scrivere il sesto libro dell'Eneide nel quale Enea scende agli inferi dopo aver attraversato il fiume Acheronte. E' qui che incontriamo il mostruoso traghettatore delle anime Caronte di cui si servirà anche da Dante, nel terzo canto dell'Inferno[26], per l'attraversamento del fiume che porta lo stesso nome utilizzato nell'Eneide e che in greco significa “Fiume del dolore[27]”: «Figliuol mio», disse ’l maestro cortese, «quelli che muoion ne l’ira di Dio tutti convegnon qui d’ogne paese: e pronti sono a trapassar lo rio (v.121-124). L'ipotesi che Edoardo si stia preparando al viaggio verso l'oltretomba è rinforzata dalla presenza del testamento alla fine della ballata.

La seconda ipotesi, che non esclude la prima, riguarda l'usanza dei Vichinghi di condannare gli assassini abbandonando il colpevole su una barca al largo senza remi e timone. E' in pratica una condanna a morte secondo la quale la barca dovrebbe dirigersi verso l'inferno.

Si veda qui una delle tante versioni svedesi, sicuramente più antiche di quelle britanniche, dove avviene il fratricidio[28]. In questa versione[29] non si accenna ad una condanna o dipartita per mare.

Sven i Rosengård

 

 

Var haver du varit så länge?                     “Dove sei stato così a lungo,

Sven i Rosendegård-                                 tu Sven da Rosengård?”

Jag haver varit i stallet, -                          “Sono stato nella stalla,

Kära moder vår.                                       cara nostra madre.

I vänten mig så                                          Non aspettarmi sino a tardi,

sent eller aldrig.                                        O giammai”.

 

Vad haver du gjort i stallet?                     Che cosa hai fatto nella stalla?

Jo, jag har skådat blacken.                       Ho badato al cavallo.

 

Hur är din fot så blodig?                          Perché i tuoi piedi sono così insanguinati?

Blacken haver trampat mig.                     Il cavallo mi ha calpestato.

 

Varför är ditt svärd så blodigt?                 Perché la tua spada è così insanguinata?

Jag har slagit min broder ihjäl.                  Ho ucciso mio fratello.

 

Vad skall du nu ha för det?                      Che succederà ora?

Jo, jag skall rymma av landet.                  Lascerò di corsa queste terre.

 

När kommer du tillbaka?                         Quando tornerai?

När korpen han vitnar.                            Quando i corvi diverranno bianchi.

 

När vitnar korpen?                                  Quando i corvi diverranno bianchi?

När svanen han svartnar.                        Quando i cigni diverranno neri.

 

När svartnar svanen?                              Quando i cigni diverranno neri?

När fjädem han sjunker.                         Quando le piume affonderanno.

 

Å, när sjunker fjädern?                            Quando le piume affonderanno?

När gråsten flyter.                                   Quando le pietre galleggeranno.

 

A, när flyter gråsten -                              E quando le pietre galleggeranno

Sven i Rosendegård?                               Sven da Rosendegård?

Stenen flyter aldrig,                                 Le pietre non galleggiano mai

Kära moder vår.                                      Cara madre

I vänten mig,                                           Aspettami,

men jag kommer aldrig.                          Ma non tornerò mai più.

 

(Traduzione italiana a cura di Omar Guldbrandsen)


Notes

[26] Proprio l'incontro con Caronte ispirerà Dante nello scrivere tre versi che rimarranno memorabili: E ’l duca lui: «Caron, non ti crucciare: vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare». Caronte chiede come mai dei vivi siano arrivati al fiume e Virgilio gli spiega che le decisioni furono prese dall'alto e di non indagare oltre.

[27] L'Acheronte è citato anche da Platone in Fedone, uno dei più celebri dialoghi del filosofo greco. In esso si afferma che l'Acheronte è il secondo fiume più lungo del mondo dopo Oceano.

[28] Si ha conoscenza di una sola versione, quella probabilmente manipolata dal reverendo Percy che la raccolse e che abbiamo trascritto qui, in cui la vittima è il padre. In tutte le altre Edward uccide il fratello o al limite il cognato.

[29] In YouTube molte versioni di Sven i Rosengård in svedese, norvegese e danese.