
Corsi di
Tedesco a Como
Valore del Programma € 380,oo.
€
290,oo
Gruppi di massimo
8
partecipanti
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DOMANDE FREQUENTI
- Come sono organizzati i corsi di tedesco a Como alla Oxford Centre?
- I nostri corsi di tedesco sono formati da piccoli gruppi di studenti selezionati per livello. Un corso di tedesco è sicuramente più efficace se composto da un numero ridotto di partecipanti. In questo modo lo studente può essere seguito con maggiore attenzione e ha più tempo a disposizione per partecipare alle attività proposte dall’insegnante.
- Qual è la frequenza dei corsi di tedesco di gruppo?
- La frequenza dei corsi è di una lezione di due ore alla settimana. Questo tipo di frequenza è meno impegnativa ed inoltre, la durata della lezione, consente ad ogni singolo studente di esercitare la comprensione all’ascolto e la produzione orale.
- Qual è la metodologia adottata per i corsi di tedesco collettivi?
- Alla Oxford Centre viene adottato l’Approccio Lessicale. Questo significa che viene data particolare importanza all’apprendimento dei vocaboli. Man mano che facciamo esperienza di una lingua, noi memorizziamo non solo parole singole ma intere espressioni, gruppi di parole, modi di dire che riutilizzeremo come modelli di riferimento per il nostro uso personale e creativo della lingua stessa.
- Perché il vocabolario è importante?
- Quando ci troviamo davanti alla necessità di individuare il modello più opportuno per esprimere un significato in un determinato contesto, la nostra mente opera una ricerca fra le forme disponibili nel nostro "magazzino della memoria" e seleziona l'espressione più indicata allo scopo.
- Quel è lo scopo finale dei corsi di tedesco?
- L'obiettivo finale dell' insegnante di un corso di tedesco consiste nell'incoraggiare e favorire tale processo di memorizzazione di modelli linguistici attraverso il contatto con la lingua e possibilmente scoprire COME farlo.
- Come si può illustrare la metodologia utilizzata per i corsi di tedesco?
- La metodologia utilizzata nei corsi di tedesco consiste in una rivisitazione dei principi e delle pratiche di applicazione dell’approccio comunicativo per l’insegnamento della seconda lingua. Il fattore più significativo di tale approccio, che ha influenzato i modelli di insegnamento e la strutturazione del materiale didattico, consiste nel passaggio dall’insegnamento tradizionale, centrato sull’insegnante e finalizzato alla trasmissione di nuove conoscenze linguistiche, ad un nuovo modello di insegnamento centrato sullo studente e finalizzato all’acquisizione di competenze comunicative. L’attenzione si è spostata quindi dallo studio della lingua scritta allo studio della lingua parlata. In altri termini dalle regole di grammatica che ordinano l’aspetto morfosintattico, a regole d’uso che definiscono la funzione della parola o della frase in un determinato contesto.
- In che cosa si distingue questa metodologia di insegnamento?
- La presente rielaborazione critica riguarda soprattutto la diffusa convinzione secondo la quale l’approccio comunicativo si applicherebbe attraverso un insegnamento rigorosamente monolingua, con la conseguente scomparsa dei glossari e di qualunque altro tipo di riferimento alla lingua madre dello studente dai libri di testo, e che l'apprendimento delle strutture grammaticali debba avvenire "spontaneamente" senza la necessità di una presentazione formale.
- Qual è il rapporto fra il metodo utilizzato e il tipo di studente?
- L’insegnamento adottato nei corsi di tedesco riguarda adolescenti e adulti, ovvero una categoria di utenti che hanno già sviluppato un sistema linguistico complesso nella lingua madre. Pertanto l’obiettivo di insegnare le regole d’uso attraverso le cosiddette "funzioni comunicative" diventa secondario in quanto ci si trova davanti a soggetti che hanno già ampiamente sviluppato tali competenze nella loro lingua di partenza. Una particolare attenzione è stata rivolta alla traduzione di porzioni di testo con un approccio di tipo lessicale. Tale scelta è stata dettata dalla tipologia di utenti a cui il corso è rivolto. Nelle classi dove gli studenti condividono la stessa lingua madre infatti, come è spesso il caso negli istituti pubblici e privati italiani, il ricorso alla traduzione può essere uno strumento utile alla comprensione ed alla interiorizzazione delle nuove forme linguistiche.
- A che cosa è rivolta l’attenzione?
- L’attenzione è stata spostata sull'’analisi del testo. E' stata inoltre rivalutata la parte relativa alle nozioni grammaticali, con spiegazioni in lingua italiana, al fine di venire incontro alle esigenze legate ai diversi stili di apprendimento, ivi compresi quelli di tipo logico-analitico.
- Quali sono i fondamenti teorici su cui si basa il metodo di insegnamento adottato nei corsi di tedesco?
- La tesi secondo la quale la traduzione può essere una pratica didattica utile all’insegnamento della seconda lingua venne già sostenuta dallo stesso Widdowson, uno dei principali teorici dell’approccio comunicativo. In un suo articolo dal titolo "The deep structure of discourse and the use of translation" (in The Communicative Approach to Language Teaching – Oxford University Press – 1983) egli sosteneva infatti che una traduzione corretta, che facesse riferimento all’aspetto semantico della frase, potesse ovviare agli inconvenienti della traduzione letterale e fornire così una indicazione precisa sull’effettivo valore comunicativo dell’enunciato. La strutturazione e l’organizzazione dei corsi di tedesco non si propone come una definitiva soluzione delle problematiche metodologiche legate all’apprendimento della lingua tedesca. Resta tuttavia la considerazione che un approccio di tipo ideologico, basato su principi immutabili ed assoluti, praticato attraverso prescrizioni e proibizioni, non viene incontro alle esigenze di flessibilità e adattabilità dell’offerta formativa e non rispetta la libertà didattica dell’insegnante. Pertanto, con l’avvento delle nuove tecnologie, ci si augura che aumentino le scelte dei materiali didattici disponibili ed adottabili, ivi compresi glossari e testi bilingue.
- Qual è il modello formativo proposto?
- Il modello didattico utilizzato per i corsi di tedesco si distingue dagli attuali programmi di formazione linguistica per il suo forte carattere innovativo rispetto alle pratiche didattiche correnti. L’obiettivo è quello di modificare l'attuale modello formativo per adeguare l’insegnamento della lingua tedesca alle nuove esigenze comunicative ed operative che scaturiscono dai cambiamenti socio-culturali in atto. Per far fronte a tali cambiamenti, l'orientamento prevalente è quello di dotare gli istituti linguistici di una maggiore flessibilità. Pertanto una organizzazione "modulare" dei contenuti si propone come modello per una transizione da un sistema chiuso, lineare, strutturato, a un sistema aperto, flessibile, componibile.
- In cosa consiste la modularità?
- Uno dei cambiamenti più significativi in atto nei corsi di tedesco è costituito dalla accresciuta diversità della popolazione studentesca. Come conseguenza di tale fenomeno, gli istituti avvertono sempre di più l'esigenza di dotarsi di una più ampia e diversificata offerta formativa. Pertanto l'orientamento prevalente è quello di dotare gli istituti di una maggiore flessibilità nell'organizzazione dei processi formativi attraverso l'aggiornamento dell'impianto curricolare. A tal fine l'indirizzo da più parti auspicato è quello di una organizzazione modulare degli itinerari didattici. La modularità viene, in questo senso, intesa come alternativa ai sistemi rigidi che caratterizzano l'attuale offerta formativa a favore di una maggiore elasticità. Tale tipo di organizzazione modulare dei contenuti si propone come modello per una transizione da un sistema chiuso, lineare, strutturato, a un sistema aperto, modulare, componibile. Dotarsi di materiali didattici che presentino un grado maggiore di flessibilità ed adattabilità significa adeguare il curricolo alle caratteristiche costruttiviste del processo di apprendimento, mediando così fra gli aspetti sistemici delle discipline e le mappe concettuali individuali.
- Come cambia il ruolo dell’insegnante?
- All'interno di un tale sistema, la professionalità dell'insegnante assume un ruolo di cruciale importanza. Per poter far fronte alle esigenze di flessibilità e di duttilità implicite in tale tipo di organizzazione modulare, infatti, l'insegnante deve dotarsi di strumenti operativi validi che gli permettano di progettare, programmare e agire sia sul piano organizzativo che su quello didattico-metodologico. Sul piano organizzativo per permettere un maggiore grado di accessibilità e di fruibilità dei contenuti, mentre sul piano metodologico per rispettare gli stili di apprendimento, differenziando le attività didattiche all'interno del blocco modulare.
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