MODULARITA' E TECNOLOGIE DIDATTICHE

(di Antonio Portaluri)

La modularità

Uno dei cambiamenti più significativi in atto nella scuola italiana è costituito dalla accresciuta diversità della popolazione studentesca. Come conseguenza di tale fenomeno, gli istituti avvertono sempre di più l'esigenza di dotarsi di una più ampia e diversificata offerta formativa. Pertanto l'orientamento prevalente è quello di dotare gli istituti di una maggiore flessibilità nell'organizzazione dei processi formativi attraverso l'aggiornamento dell'impianto curricolare. A tal fine l'indirizzo da più parti auspicato è quello di una organizzazione modulare degli itinerari didattici. La modularità viene, in questo senso, intesa come alternativa ai sistemi rigidi che caratterizzano l'attuale offerta formativa a favore di una maggiore elasticità. Tale tipo di organizzazione modulare dei contenuti si propone come modello per una transizione da un sistema chiuso, lineare, strutturato, a un sistema aperto, modulare, componibile. Dotarsi di materiali didattici che presentino un grado maggiore di flessibilità ed adattabilità significa adeguare il curricolo alle caratteristiche costruttiviste del processo di apprendimento, mediando così fra gli aspetti sistemici delle discipline e le mappe concettuali individuali.

 

Il ruolo dell'insegnante

All'interno di un tale sistema, la professionalità dell'insegnante assume un ruolo di cruciale importanza. Per poter far fronte alle esigenze di flessibilità e di duttilità implicite in tale tipo di organizzazione modulare, infatti, l'insegnante deve dotarsi di strumenti operativi validi che gli permettano di progettare, programmare e agire sia sul piano organizzativo che su quello didattico-metodologico. Sul piano organizzativo per permettere un maggiore grado di accessibilità e di fruibilità dei contenuti, mentre sul piano metodologico per rispettare gli stili di apprendimento, differenziando le attività didattiche all'interno del blocco modulare.

 

La multimedialità

Gli strumenti multimediali, che le tecnologie informatiche mettono a disposizione, possono offrire un contributo importante. Essi forniscono un elevato grado di flessibilità e duttilità che li rende particolarmente adatti alla nuova dimensione progettuale nella quale l'insegnante è chiamato a collocarsi. Per dimostrasi all'altezza del compito, l'insegnante deve saper rappresentare una guida anche rispetto all'uso delle nuove tecnologie, ed essere dunque capace di sostituire, alla trasmissione di conoscenze, la preparazione alla utilizzazione intelligente delle fonti di informazione e documentazione. Mario Rotta scrive a proposito della multimedialità:

" (…) il progetto multimediale può diventare un elemento catalizzante del "lavorare per progetti", aspetto che tende sempre più ad identificarsi con l'approccio alternativo alla didattica trasmissiva tradizionale."

L'ipermedialità e la rete

Particolare importanza assume in questo senso l'ipermedialità e la connessione in rete. Due aspetti legati alla connettività e alla strutturazione in senso reticolare e condiviso dei saperi e delle conoscenze. I nuovi ambienti di apprendimento, ed in particolare la struttura a rete dell'ipertesto, rappresentano uno strumento idoneo ad interpretare le nuove articolazioni delle mappe cognitive; essi offrono infatti una metafora ideale per la strutturazione modulare dei curricoli. L'utilizzo delle tecnologie dell'informazione va inoltre visto in prospettiva di una maggiore connettività, in quanto la collaborazione in rete fra istituti diventa sempre più auspicabile ai fini dell'elaborazione di progetti complessi che possano essere condivisi e avere la funzione di modelli sperimentali di riferimento.

 

© Copyright AL Accademia Lingue Sas di Anna Tartaglia & C. 2006