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Metodologia


Dr.Antonio Portaluri
Director of Studies

"Man mano che facciamo esperienza di una lingua, noi memorizziamo non solo parole singole ma intere espressioni, gruppi di parole, modi di dire che riutilizzeremo come modelli di riferimento per il nostro uso personale e creativo della lingua stessa.

Quando ci troviamo davanti alla necessità di individuare il modello più opportuno per esprimere un significato in un determinato contesto, la nostra mente opera una ricerca fra le forme disponibili nel nostro "magazzino della memoria" e seleziona l'espressione più indicata allo scopo.

L'obiettivo finale dell' insegnante di una seconda lingua consiste nell'incoraggiare e favorire tale processo di memorizzazione di modelli linguistici attraverso il contatto con la lingua e possibilmente scoprire COME farlo."

PRINCIPI METODOLOGICI DEL CORSO 

BASIC ENGLISH

La metodologia utilizzata nel presente corso consiste in una rivisitazione dei principi e delle pratiche di applicazione dell’approccio comunicativo per l’insegnamento della seconda lingua. Il fattore più significativo di tale approccio, che ha influenzato i modelli di insegnamento e la strutturazione del materiale didattico, consiste nel passaggio dall’insegnamento tradizionale, centrato sull’insegnante e finalizzato alla trasmissione di nuove conoscenze linguistiche, ad un nuovo modello di insegnamento centrato sullo studente e finalizzato all’acquisizione di competenze comunicative. L’attenzione si è spostata quindi dallo studio della lingua scritta allo studio della lingua parlata. In altri termini dalle regole di grammatica che ordinano l’aspetto morfosintattico, a regole d’uso che definiscono la funzione della parola o della frase in un determinato contesto.

La presente rielaborazione critica riguarda soprattutto la diffusa convinzione secondo la quale l’approccio comunicativo si applicherebbe attraverso un insegnamento rigorosamente monolingua, con la conseguente scomparsa dei glossari e di qualunque altro tipo di riferimento alla lingua madre dello studente dai libri di testo, e che l'apprendimento delle strutture grammaticali debba avvenire "spontaneamente" senza la necessità di una presentazione formale.

Nella maggior parte dei casi, con l’eccezione degli istituti elementari, l’insegnamento della seconda lingua riguarda adolescenti e adulti, ovvero una categoria di utenti che hanno già sviluppato un sistema linguistico complesso nella lingua madre. Pertanto l’obiettivo di insegnare le regole d’uso attraverso le cosiddette "funzioni comunicative" diventa secondario in quanto ci si trova davanti a soggetti che hanno già ampiamente sviluppato tali competenze nella loro lingua di partenza.

L’attenzione è stata quindi spostata sull'’analisi del testo. E' stata inoltre rivalutata la parte relativa alle nozioni grammaticali, con spiegazioni in lingua italiana, al fine di venire incontro alle esigenze legate ai diversi stili di apprendimento, ivi compresi quelli di tipo logico-analitico.

Una particolare attenzione è stata rivolta alla traduzione di porzioni di testo con un approccio di tipo lessicale. Tale scelta è stata dettata dalla tipologia di utenti a cui il corso è rivolto. Nelle classi dove gli studenti condividono la stessa lingua madre infatti, come è spesso il caso negli istituti pubblici e privati italiani, il ricorso alla traduzione può essere uno strumento utile alla comprensione ed alla interiorizzazione delle nuove forme linguistiche.

La tesi secondo la quale la traduzione può essere una pratica didattica utile all’insegnamento della seconda lingua venne già sostenuta dallo stesso Widdowson, uno dei principali teorici dell’approccio comunicativo. In un suo articolo dal titolo "The deep structure of discourse and the use of translation" (in The Communicative Approach to Language Teaching – Oxford University Press – 1983) egli sosteneva infatti che una traduzione corretta, che facesse riferimento all’aspetto semantico della frase, potesse ovviare agli inconvenienti della traduzione letterale e fornire così una indicazione precisa sull’effettivo valore comunicativo dell’enunciato.

La strutturazione e l’organizzazione di questo corso non si propone come una definitiva soluzione delle problematiche metodologiche legate all’apprendimento della seconda lingua. Resta tuttavia la considerazione che un approccio di tipo ideologico, fatto di principi immutabili ed assoluti, praticato attraverso prescrizioni e proibizioni, non viene incontro alle esigenze di flessibilità e adattabilità dell’offerta formativa e non rispetta la libertà didattica dell’insegnante. Pertanto, con l’avvento delle nuove tecnologie, ci si augura che aumentino le scelte dei materiali didattici disponibili ed adottabili, ivi compresi glossari e testi bilingue.


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