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La
scuola, nell’assolvere alla sua
funzione formativa, realizza processi,
compie azioni, produce materiali su
esperienze, elabora cultura: prodotti di
taglio didattico e professionale che
spesso, per l’incapacità di
conservarne traccia significativa nella
memoria dell’istituzione, sono
destinati a disperdersi. E con loro,
pezzi di "storia scolastica"
che si potrebbero, invece, recuperare e
rileggere e sui quali si potrebbe
riflettere per ritrovare il senso
dell’esperienza, del suo farsi, del suo
proporsi come segno distintivo di una
comunità di bambini e di adulti, del suo
attestarsi come percorso di riflessione e
di riscoperta.
Una
scuola che utilizza la documentazione
come "cultura" e come "pratica"
non corre questo rischio.
Fare
documentazione equivale a:
-
razionalizzare
il processo di elaborazione,
sistematizzazione, archiviazione e
diffusione di materiali informativi,
di vitale importanza in una scuola
come organizzazione complessa;
-
costruire
la memoria, la storia e l’identità
di una scuola;
-
capitalizzare
la cultura elaborata fra le pareti
scolastiche;
-
compiere
un percorso personale e collettivo di
riflessione sulla didattica, sulle
pratiche correnti, sulle strategie
messe in campo, sul modo di svolgersi
della professionalità, allo scopo di
innescare meccanismi di miglioramento.
Muovendo
da queste riflessioni, il libro si
propone come bussola per orientare i
dirigenti scolastici, i docenti, le
Funzioni obiettivo, i gruppi di lavoro
nell’universo della documentazione,
esplorato utilizzando due piste - il
riflettere e il fare - nella
consapevolezza che la riflessione teorica
e l’impianto operativo-procedurale
costituiscano direzioni obbligate per
documentare in modo scientifico le
esperienze in ambito didattico e
professionale.
Il
terreno scelto è quello della cultura
organizzativa mentre la proposta, nelle
ragioni che la fondano, negli
orientamenti che esprime, nei percorsi
che delinea, proprio perché ispirata ai
principi di traducibilità e di
praticabilità, ha l’indubbio merito di
indicare alcune "rotte" che
possono essere seguite senza il ricorso a
risorse e strumenti eccezionali.
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