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La
modularità
Uno
dei cambiamenti più significativi in
atto nella scuola italiana è costituito
dalla accresciuta diversità della
popolazione studentesca. Come conseguenza
di tale fenomeno, gli istituti avvertono
sempre di più l'esigenza di dotarsi di
una più ampia e diversificata offerta
formativa. Pertanto l'orientamento
prevalente è quello di dotare gli
istituti di una maggiore flessibilità
nell'organizzazione dei processi
formativi attraverso l'aggiornamento
dell'impianto curricolare. A tal fine
l'indirizzo da più parti auspicato è
quello di una organizzazione modulare
degli itinerari didattici. La modularità
viene, in questo senso, intesa come
alternativa ai sistemi rigidi che
caratterizzano l'attuale offerta
formativa a favore di una maggiore
elasticità. Tale tipo di organizzazione
modulare dei contenuti si propone come
modello per una transizione da un sistema
chiuso, lineare, strutturato, a un
sistema aperto, modulare, componibile.
Dotarsi di materiali didattici che
presentino un grado maggiore di
flessibilità ed adattabilità significa
adeguare il curricolo alle
caratteristiche costruttiviste del
processo di apprendimento, mediando così
fra gli aspetti sistemici delle
discipline e le mappe concettuali
individuali.
Il
ruolo dell'insegnante
All'interno
di un tale sistema, la professionalità
dell'insegnante assume un ruolo di
cruciale importanza. Per poter far fronte
alle esigenze di flessibilità e di
duttilità implicite in tale tipo di
organizzazione modulare, infatti,
l'insegnante deve dotarsi di strumenti
operativi validi che gli permettano di
progettare, programmare e agire sia sul
piano organizzativo che su quello
didattico-metodologico. Sul piano
organizzativo per permettere un maggiore
grado di accessibilità e di fruibilità
dei contenuti, mentre sul piano
metodologico per rispettare gli stili di
apprendimento, differenziando le attività
didattiche all'interno del blocco
modulare.
La
multimedialità
Gli
strumenti multimediali, che le tecnologie
informatiche mettono a disposizione,
possono offrire un contributo importante.
Essi forniscono un elevato grado di
flessibilità e duttilità che li rende
particolarmente adatti alla nuova
dimensione progettuale nella quale
l'insegnante è chiamato a collocarsi.
Per dimostrasi all'altezza del compito,
l'insegnante deve saper rappresentare una
guida anche rispetto all'uso delle nuove
tecnologie, ed essere dunque capace di
sostituire, alla trasmissione di
conoscenze, la preparazione alla
utilizzazione intelligente delle fonti di
informazione e documentazione. Mario
Rotta scrive a proposito della
multimedialità:
"
(…) il progetto multimediale può
diventare un elemento catalizzante del
"lavorare per progetti",
aspetto che tende sempre più ad
identificarsi con l'approccio
alternativo alla didattica trasmissiva
tradizionale."
L'ipermedialità
e la rete
Particolare
importanza assume in questo senso
l'ipermedialità e la connessione in rete.
Due aspetti legati alla connettività e
alla strutturazione in senso reticolare e
condiviso dei saperi e delle conoscenze.
I nuovi ambienti di apprendimento, ed in
particolare la struttura a rete
dell'ipertesto, rappresentano uno
strumento idoneo ad interpretare le nuove
articolazioni delle mappe cognitive; essi
offrono infatti una metafora ideale per
la strutturazione modulare dei curricoli.
L'utilizzo delle tecnologie
dell'informazione va inoltre visto in
prospettiva di una maggiore connettività,
in quanto la collaborazione in rete fra
istituti diventa sempre più auspicabile
ai fini dell'elaborazione di progetti
complessi che possano essere condivisi e
avere la funzione di modelli sperimentali
di riferimento. |