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Il
13 Luglio 2001 il Consiglio
Europeo ha discusso e varato una
risoluzione tesa ad incentivare
lo sviluppo della formazione e
dell’apprendimento a distanza
per rendere operativo il Piano
di Azione per l'e-learning
approvato nel Consiglio del 23 e
24 Marzo 2000 con validità
quadriennale.
Ci
sembra un segno positivo e
interessante, soprattutto se
visto in relazione
all’AUTONOMIA SCOLASTICA della
riforma italiana, per questo
vogliamo proporvi un estratto
delle conclusioni di questa
Risoluzione.
*
l'acronimo ICT (equivalente
all'italiano TIC) significa:
Information and Communication
Technology
Il
Consiglio europeo del 13 Luglio
scorso ha approvato una
Risoluzione sull'apprendimento a
distanza (pubblicata sulla
Gazzetta Ufficiale del 20 Luglio)
che invita gli Stati membri
dell'Unione a promuovere tutti
quegli interventi che possono
favorire l'attuazione del Piano
d'Azione "e-learning",
del Marzo 2000 .
La
Risoluzione sottolinea come
l'uso delle tecnologie possa
migliorare la qualità
dell'apprendimento ed invita
quindi, gli stati europei a
potenziare le infrastrutture, a
curare la formazione degli
insegnanti, ad incentivare lo
sviluppo di contenuti digitali
per le scuole, a sostenere i
portali europei che possano
promuovere lo scambio di
esperienze interessanti.
Il
documento del Consiglio europeo,
tenendo conto anche delle
considerazioni che erano state
fatte nel Consiglio di Stoccolma
e cioè che:
è
una priorità assoluta per
l'Unione Europea migliorare le
competenze di base, soprattutto
la padronanza delle tecnologie
dell'informazione e delle
tecnologie digitali;
è
importante sviluppare le
competenze per la società della
conoscenza per poter conseguire
gli obiettivi del precedente
consiglio di Lisbona e
permettere a tutti l'accesso
alle ICT;
gli
Stati membri devono darsi
l'obiettivo di sviluppare
l'apprendimento elettronico per
poter garantire un "apprendimento
lungo tutta la vita" in
vista di un incremento delle
competenze per il nuovo mercato
del lavoro;
invita
gli Stati europei a:
perseverare
negli sforzi concernenti la
formazione iniziale e continua
degli insegnanti e dei formatori
sull'utilizzo delle ICT a fini
pedagogici, considerando che è
necessario ampliare la cultura
digitale, elemento essenziale
delle competenze di base
dell'insegnante;
incoraggiare
i responsabili degli istituti ad
acquisire la necessaria
conoscenza delle potenzialità
delle ICT per lo sviluppo
pedagogico e ad accelerare
l'acquisizione di attrezzature
aggiornate e di qualità per la
formazione e l'istruzione;
stimolare
lo sviluppo di materiali
didattici digitali e a sfruttare
l'opportunità di poter
digitalizzare le biblioteche e
le risorse culturali così che
possano essere maggiormente a
disposizione delle scuole a fini
pedagogici ed educativi;
sostenere
lo sviluppo di una pedagogia
innovativa che integri
l'utilizzo delle tecnologie alla
didattica tradizionale al fine
di stimolare e motivare gli
studenti e di far crescere in
loro uno spirito critico su
Internet e gli altri mezzi
d'informazione;
sfruttare
il potenziale di comunicazione
dell'ICT per diffondere una
cultura necessaria a vivere e
lavorare in una società
multilingue e multiculturale
come quella della realtà
Europea;
sostenere
e sviluppare luoghi d'incontro
virtuale per la cooperazione e
lo scambio d'informazione,
esperienze e "best practice"
sfruttando nuove forme di
cooperazione tra gli studenti e
tra insegnanti e formatori
tipiche della formazione a
distanza;
far
tesoro delle esperienze fatte e
dei risultati raggiunti al fine
di creare un "bagaglio"
da condividere in un'ottica di
politica europea di formazione
degli insegnanti;
approfondire
la ricerca sull'e-Learning per
stabilire come migliorare le
prestazioni dell'apprendimento
attraverso le ICT, lo sviluppo
pedagogico, le implicazioni
dell'insegnamento e
dell'apprendimento basati sulle
ICT e stimolare la cooperazione
internazionale al riguardo;
promuovere
il partenariato tra il settore
pubblico e il settore privato
per contribuire allo sviluppo
dell'e-Learning stimolando lo
scambio di esperienze, il
dialogo sui futuri requisiti dei
materiali didattici multimediali
e il trasferimento di tecnologie;
La
Commissione Europea, del resto,
è invitata a seguire con
attenzione l'attuazione del
piano d'azione e-learning, a
realizzare azioni di sostegno
per condividere esperienze e
informazioni di carattere anche
tecnico, oltre che educativo,
per esempio instaurando
collegamenti transfrontalieri
tra produttori, utenti e gestori
dei sistemi istruzione al fine
di promuovere una migliore
sintonia tra domanda ed offerta.
Tra
le altre cose si domanda alla
Commissione Europea di valutare
se l'esperienza di "eSchola:
una settimana di e-learning in
Europa" possa evolversi in
un'attività continuativa che
includa una manifestazione
annuale.
Insomma,
di vigilare sull'operato degli
Stati membri, attivandosi per
facilitare il processo di
innovamento quanto più
possibile.
Ora
la "palla" passa ai
singoli Stati che sceglieranno
la politica più indicata e gli
interventi più consoni alle
realtà delle varie nazioni, per
cui, seguiremo con attenzione
gli avvenimenti che porteranno
in Italia l'applicazione del
Piano d'Azione "e-learning". |