|
Racconti comuni in ballate italiane, svedesi e britanniche: un confronto
La Morte Occultata Il ritorno del figlio avvelenato Edward Come un'antica saga vichinga Sigismondo e Adelin De Två Systrarna (Le Due Sorelle) Esercizi Interattivi 3. Edward (Child 13) Un’altra ballata che riproduce lo schema tipico del Testamento dell’avvelenato è Edward, di origine scandinava. La storia ci narra di una conversazione/confessione/testamento di un figlio con sua madre. Edward confessa, dopo aver tergiversato, di aver ucciso il fratello (o il padre nella versione britannica qui riprodotta). Lo aspetta la morte che avverrà, secondo l’usanza scandinava che si applicava agli omicidi, con l’abbandono del colpevole su una barca al largo, senza timone né remi. Prima però il colpevole fa testamento e manda l’immancabile maledizione finale che, in questo caso, è rivolta alla madre che lo ha consigliato di uccidere il fratello (o il padre). Edward
(Giordano Dall'Armellina, Silvia Bozzeda, Maurizio Dehò, Giampietro Marazza)
Edoardo
Si possono ipotizzare due interpretazioni riguardo alla dipartita di Edoardo in barca. La prima ci suggerisce l'idea che Edoardo ha deciso di morire. La sua scelta di andare per mare potrebbe simbolicamente rappresentare il suo ultimo viaggio verso l'altro mondo. Era credenza comune, non solo in Europa, che l'anima dovesse attraversare un fiume o un mare per arrivare al mondo dei morti. Già gli Egizi, nel libro dei morti, rappresentavano l'ultimo viaggio su una grande nave. Ma prove di questa credenza sono evidenti nell'undicesimo capitolo dell'Odissea quando Ulisse arriva ai confini dell'oceano per entrare nell'Ade dove incontrerà sua madre e gli eroi deceduti nella guerra di Troia. Questo episodio darà ispirazione a Virgilio per scrivere il sesto libro dell'Eneide nel quale Enea scende agli inferi dopo aver attraversato il fiume Acheronte. E' qui che incontriamo il mostruoso traghettatore delle anime Caronte di cui si servirà anche da Dante, nel terzo canto dell'Inferno[26], per l'attraversamento del fiume che porta lo stesso nome utilizzato nell'Eneide e che in greco significa “Fiume del dolore[27]”: «Figliuol mio», disse ’l maestro cortese, «quelli che muoion ne l’ira di Dio tutti convegnon qui d’ogne paese: e pronti sono a trapassar lo rio (v.121-124). L'ipotesi che Edoardo si stia preparando al viaggio verso l'oltretomba è rinforzata dalla presenza del testamento alla fine della ballata. La seconda ipotesi, che non esclude la prima, riguarda l'usanza dei Vichinghi di condannare gli assassini abbandonando il colpevole su una barca al largo senza remi e timone. E' in pratica una condanna a morte secondo la quale la barca dovrebbe dirigersi verso l'inferno. Si veda qui una delle tante versioni svedesi, sicuramente più antiche di quelle britanniche, dove avviene il fratricidio[28]. In questa versione[29] non si accenna ad una condanna o dipartita per mare. Sven i Rosengård
Notes [26] Proprio l'incontro con Caronte ispirerà Dante nello scrivere tre versi che rimarranno memorabili: E ’l duca lui: «Caron, non ti crucciare: vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare». Caronte chiede come mai dei vivi siano arrivati al fiume e Virgilio gli spiega che le decisioni furono prese dall'alto e di non indagare oltre. [27] L'Acheronte è citato anche da Platone in Fedone, uno dei più celebri dialoghi del filosofo greco. In esso si afferma che l'Acheronte è il secondo fiume più lungo del mondo dopo Oceano. [28] Si ha conoscenza di una sola versione, quella probabilmente manipolata dal reverendo Percy che la raccolse e che abbiamo trascritto qui, in cui la vittima è il padre. In tutte le altre Edward uccide il fratello o al limite il cognato. [29] In YouTube molte versioni di Sven i Rosengård in svedese, norvegese e danese.
|